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NUOVE FRONTIERE PER LA TERZA DIMENSIONE Trasformazione di comuni fotografie, quadri e disegni in animazioni tridimensionali (3D) la cui visione non necessita di appositi occhiali nè di speciali schermi video - Caratteristiche e suggerimenti relativi all'enorme richiamo determinato dal loro impiego in siti Internet, CD e monitor pubblicitari NOTA Il presente lavoro riporta una breve sintesi ragionata dei personalissimi risultati da me ottenuti a seguito di svariate sperimentazioni. L'esigenza di contenere il tutto in una cartella dal peso di soli 2 mega mi ha motivato ad includervi lo stretto indispensabile; in considerazione, soprattutto, del fatto che intendevo ricavarne una versione zip non troppo "intasante" da inviare in allegato e-mail a quanti dovessero farmene richiesta. Di conseguenza, le poche animazioni qui riportate non sono che piccole miniature in GIF dei tantissimi grandi flash presenti sul mio sito "www.proars.it". DIFFERENZE
INTECORRENTI TRA: NORMALI IMMAGINI 3D - AUTOSTEREOSCOPIA LENTICOLARE per
impieghi industriali - CREAZIONI LENTICOLARI con il sistema da me
seguito
NORMALI IMMAGINI 3D Sono quelle costituite da una coppia di fotografie scattate da speciali fotocamere con ottiche affiancate, o da due singoli apparecchi perfettamente sincronizzati, che operano, sostanzialmente, allo stesso modo delle cineprese adibite alla produzione di filmati tridimensionali. Anche se attualmente rivisitate e presentate come recenti conquiste tecnologiche, le loro caratteristiche non si discostano molto dalle loro antentate dell' '800. Di queste hanno mantenuto inalterati inconvenienti e complicazioni.
Segue, a ruota, il problema degli occhiali. Che si tratti di normali visori con filtri rosso/ciano o dei più sofisticati aggeggi a polarizzazione (quelli impiegati per visionare "AVATAR", tanto per intenderci) non tutti li sopportano, mentre implicano, fra l'altro, sensibile riduzione della gamma cromatica unita a consistente perdita di luminosità. L'inconveniente maggiore, tuttavia, è costituito dal'impossibilità di collocare siffatte immagini in siti Internet e monitor pubblicitari. Quantunque risulti fin troppo risaputa la forte presa operata dalla terza dimensione (circa 8 volte maggiore di di quella riscontrata su foto e filmati), non é pensabile immaginare che quanti navigano in Rete, o transitano davanti alla cornice digitale d'un negozio, possano farlo inforcando i "famigerati occhiali" (che oltretutto variano a seconda del tipo d'immagine trasmessa). Consapevoli di siffatti handicap, molti hanno studiato alternative volte alla possibilità di lanciare autostereoscopie; in prima linea (com'era fin troppo prevedibile) i produttori di televisori, che è come se avessero tolto gli acchiali agli spettatori per applicarli direttamente agli schermi di ultima generazione, imponendo a chi guarda precise regole circa il posizionamento (angolazione e distanza) nei confronti dell'apparecchio. Il noto artista americano Jim Gasperini ha ottenuto notevole successo provando a dribblare l'obbligo degli occhiali mediante collocazione dell'anaglifo in frequenza filmica. Ho fatto qualcosa di analogo rimaneggiando i fotogrammi di qualche mia vecchia ripresa effettuata con una SuperDuplex 120, ma, come si vede, i risultati non mi sembrano dei più esaltanti (per ottene qualcosa di appena accettabile bisognerebbe scattare ad una decina di metri dal soggetto, attenuando fortemente, di riflesso, l'effeto di rilievo).
AUTOSTEREOSCOPIA
LENTICOLARE per impieghi industriali
Per
farsene un'idea basta visitare il sito "www.lenticolare.it", relativo
ad un'azienda che realizza serie di pannelli
lenticolari da piazzare nei punti di maggior traffico delle grandi
città (stazioni ferroviarie, accessi a metropolitane ecc.) e
che
vanno da una semplice animazione, al morphing, fino a toccare l'effetto
stereo.Il termine "lenticolare" deriva dalla speciale pellicola in materiale plastico che viene fatta aderire ad immagini altrimenti non visionabili (in pratica, in caso di 3D l'anaglifo risulta "affettato" ed incrociato in dublice griglia per inviare immagini differenti a ciascun occhio dello spettatore). Gli alti costi della realizzazione, ovviamente, si giustificano solo con la consistenza del quantitativo di esemplari da ordinare per ciascun soggetto. Di solito siffatte imprese operano effettuando in laboratorio riprese fatte da scatti distanziati in regolare successione su soggetti perfettamente immobili per poi sottoporre l'elaborato alle fasi di montaggio sopra accennate. Si tratta di un tipo di tecnica che (plastificazione a parte) io stesso ho sperimentato mediante ripresa di alcune mie fotocamere (come in questa di soli 8 frame)
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